Il primo premio a Marco Corda racconta il falco della regina e l’importanza della partecipazione nella tutela dei siti Natura 2000
Marco Corda, agente del Corpo Forestale della Regione Sardegna, è un fotografo naturalista per passione, una passione che nasce da lontano, radicata in un legame profondo con il mondo animale. Sin da bambino osserva, studia e vive la natura con curiosità e rispetto; a partire dai 15 anni sente l’esigenza di fermare quegli incontri straordinari e irripetibili attraverso la fotografia, trasformandoli in immagini capaci di raccontare e condividere emozioni.
Più che fotografo naturalista, Corda si definisce un naturalista fotografo, che utilizza la fotografia come mezzo espressivo. Il suo interesse principale resta infatti quello per gli animali selvatici e per i delicati equilibri degli ecosistemi. Fa parte dell’AFNI, l’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani, sezione Sardegna, e collabora con la LIPU in attività di monitoraggio e censimento, in particolare legate al falco pescatore.
Il suo lavoro si inserisce perfettamente nel contesto dei siti della rete Natura 2000, luoghi di straordinaria importanza per la conservazione della biodiversità europea. Tra questi spicca l’isola di San Pietro, nel sud-ovest della Sardegna, all’interno dell’Oasi LIPU dove è stato realizzato lo scatto che gli è valso il primo premio al concorso LIFE A-MAR Natura2000, nella categoria “Vita sopra e sotto il mare”. Quest’isola, oggi conosciuta anche come Carloforte, era nota già in epoca romana con il nome di Accipitrum Insula, ovvero “isola degli sparvieri”, a testimonianza di un’antica e profonda connessione con i rapaci che ancora oggi popolano le sue scogliere.
Proprio qui si trova una delle più importanti colonie di falco della regina, un affascinante uccello migratore che ogni anno percorre migliaia di chilometri dal Madagascar per nidificare in queste falesie. La fotografia premiata cattura un momento di rara intensità: due maschi in atteggiamento di sfida, colti nell’istante fugace in cui uno apre le ali e la coda a ventaglio per apparire più imponente e intimidire il rivale. Uno scatto ottenuto dopo ore di osservazione, pazienza e rispetto dei tempi della natura.
La realizzazione di immagini di questo tipo richiede non solo competenze tecniche, ma soprattutto una profonda conoscenza delle specie e dei loro comportamenti, in particolare durante fasi delicate come la nidificazione. È proprio in questi momenti che emerge con forza l’importanza di un approccio consapevole: la natura non è un set fotografico, ma un sistema complesso e fragile, che va osservato “in punta di piedi”. Come sottolinea lo stesso Corda, il primo strumento non è la macchina fotografica, ma il binocolo: osservare viene prima di scattare.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla sovrabbondanza di immagini, la fotografia naturalistica rappresenta un invito alla lentezza, all’ascolto e alla comprensione. Ed è proprio attraverso questa lentezza che si sviluppa una relazione autentica con l’ambiente, capace di trasformare chi osserva in un custode consapevole.
I siti Natura 2000 non sono solo aree da proteggere, ma luoghi da vivere e conoscere. È attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione degli habitat e delle specie che li abitano, che si costruisce una vera cultura della conservazione. Vivere questi territori significa comprenderne il valore, riconoscere la ricchezza della biodiversità e diventare parte attiva nella sua tutela.






